fenomenologia di spotty e wally
Published by lontra January 16th, 2007 in Senza Categoria.Lontra è seduto sul bordo di un marciapiede e fuma una delle sue sigarette del cammello leggero. E’ una giornata calda, da affrontare a torso nudo. Di quelle che hai una maglietta di cotone, ma solo appoggiata su una spalla. Lontra la usa quasi come asciugamano. Pensa che gli altri ritengano ciò uno schifo, ma non gli importa molto.
- Cominciamo a sistemare tutto - gli dice un amico.
- E’ arrivato il furgoncino?
- Sì, ma sicuramente manca qualcosa
- Finisco questa sigaretta e vengo
Intorno si prepara la festa della sera. Lontra pensa dentro di sè ad altro. E’ contento di dare una mano a questo evento di pochi giorni.
Lontra chiude gli occhi sotto il sole cocente e vede sempre e solo un viso, dai disegni perfetti. Di quella perfezione fatta di dolcezza. Forse lo rivedrà la sera, ma lontra non sarà dolce.
- Mi dai una sigaretta? - dice qualcuno. Lontra non apre gli occhi, non alza la testa. Mette una mano in tasca e tira fuori una sigaretta un po’ stropicciata. Ama i pacchetti morbidi, ma li tratta male.
Alza la testa. Due cani, come disegni. Si gira, si guarda intorno. Nulla, solo lui e i due cani. Si alza, guarda il sole, continua a cercare con lo sguardo. I due cani intanto seguono i suoi movimenti e si guardano intorno, come a cercare anche loro quello che lontra non riesce a vedere. Lontra stropiccia gli occhi.
- Se ne hai poche non fa niente
Lontra abbassa lo sguardo. Un cane che parla. Lontra sente di avere un problema serio, per la prima volta nella sua vita.
- Dai, cristo, hai incontrato quel po’ di gente tipo Fitzcarraldo e ora il problema saremmo noi?
Lontra ritiene di avere un grosso problema. Rimane con la sigaretta in mano. Non sa che fare.
- Vabbè dai spotty andiamo, questo è un intasato
Un secondo cane che parla. Lontra non ci può credere.
- Cioè voi parlate?
- Secondo te?
- Cioè tu ti chiameresti spotty?
- Oh, minchia, sei davvero un detective
- E tu come ti chiami invece?
- Wally - risponde l’altro
- Il vostro padrone c’aveva fantasia proprio eh.
I due cani si guardano con aria un po’ sufficiente.
- Noi non abbiamo padroni. Ma evidentemente tu sei la chiara espressione della classe borghese
Wally si sente sempre bene a tirare fuori queste frasi ad effetto. Spotty lo guarda quasi ammirato, ma non ci ha capito davvero nulla. Dopo questa frase torna il silenzio, lontra si risiede sul bordo del marciapiede. La sigaretta in mano, la incastra dietro l’orecchio sinistro, chiude nuovamente gli occhi.
- Senti wally, - dice spotty sottovoce - io non ci ho capito un cazzo. So solo che ora questo non mi dà la sigaretta perchè tu dovevi fare il testa di minchia. Io mi voglio fare una canna.
Wally guarda spotty con aria presuntuosa.
- Avresti una sigaretta per il mio amico? Dai, ci fumiamo una canna.
Lontra gli passa la sigaretta, senza quasi guardarli, e si alza.
- Venite, ci spilliamo una birra
Insomma: c’è un bancone con degli spillatori, c’è lontra, ci sono due cani spotty e wally. Spotty gira una canna, wally parla con lontra delle cose strane che a volte capitano. Incontrare Fitzcarraldo, non nascondersi nel sole, immergersi nelle ombre, camminare a piedi scalzi sulla sabbia, giocare con le briciole di pane, cercare di fermare un sorriso su pellicola, innamorarsi, scoprire che in qualche parte del mondo non esiste l’aranciata amara. Tutte cose che possono risultare incomprensibili e stupende, fatta eccezione per la carenza di aranciata amara, che è uno scandalo.
Lontra, spotty e wally. Tre sclerati allucinanti.
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